Numerosi studi dimostrano che, fin dai primi anni di vita, l’arte contribuisce a migliorare le capacità espressive, favorendo l’apprendimento e rafforzando la consapevolezza di sé. Essa ha un ruolo determinante per l’evoluzione interiore dell’individuo.
Nella prima metà del novecento, John Dewey, filosofo e pedagogista americano, affermò che l’arte fosse il mezzo più indicato per stimolare l’energia creativa racchiusa nel bambino: era convinto che fine ultimo dell’attività creativa non dovessero essere i “manufatti” ma tutte quelle abilità che l’arte contribuisce a sviluppare come la capacità di osservazione e l’immaginazione, che aiutano a sviluppare nell’adulto buone capacità critiche e di risoluzione dei problemi. In Italia Maria Montessori elaborò un analogo concetto: l’esperienza manipolativo– sensoriale, assume un ruolo cardine nella crescita del bambino. La mano può essere considerata una sorta di “protesi” della mente e l’attività artistica una forma di “ragionamento”. Se percezione visiva e pensiero sono connessi in maniera inscindibile, un bambino assorto a dipingere, scrivere o danzare non fa che “pensare” con i propri sensi. Possiamo considerare Bruno Munari l’erede della Montessori: condivideva il motto “aiutami a fare da me”, come invito rivolto dal bambino all’adulto per una libera scoperta e sperimentazione. “Capire che cos’è l’arte è una preoccupazione (inutile) dell’adulto. Capire come si fa a farla è invece un interesse autentico del bambino”. L’adulto, secondo il metodo chiamato da Munari “Giocare con l’arte”, non propone idee ma tecniche per materializzarle: è contrario all’imposizione dell’adulto e propone il fare come forma per sperimentare, cercare e scoprire da soli, in modo autonomo.
Il gioco è un mezzo insostituibile per agevolare la conoscenza delle tecniche artistiche. Secondo Munari l’unico modo per produrre fantasia, creatività ed invenzione è quello di creare relazioni fra ciò che già conosciamo. E’ importante quindi che il bambino venga stimolato alla conoscenza, che gli permetterà di creare più relazioni possibili e di acquisire un’autonoma capacità di risoluzione dei problemi che si presenteranno nel corso della propria esistenza. E’ possibile quindi affermare che l’arte, nelle sue forme più varie (arti visive, musica, teatro, danza), coinvolge tutti i sensi del bambino e ne rafforza le competenze cognitive, socio-emozionali e multisensoriali. Durante la crescita dell’individuo, essa continua ad influenzarne lo sviluppo. Proprio la vocazione artistica del nostro Paese renderebbe quasi obbligato un percorso educativo e formativo in grado di lasciare ampio spazio a tale componente. Ma sappiamo che non sempre è così…per mancanza di fondi purtroppo molto spesso i percorsi artistici che promuovano dei percorsi di creazione artistica validi non riescono a crescere. A Casa Zoe ci stiamo provando…

