Sarà una delle nuove tendenze del 2014: camminare. Riscopriremo, il piacere e l’utilità del passeggiare, di uno stile di vita la cui qualità si misura anche sul numero dei passi compiuti ogni giorno. Il primo segnale di un cambiamento così diffuso e radicale è di natura scientifica: camminare allunga la vita e protegge la nostra la salute. Gli studi in materia si stanno moltiplicando e convergono tutti nella stessa direzione, dimostrando come, per esempio, 20 minuti a piedi servono ad abbattere i rischi di infarto, ictus, diabete. Si chiama medicina preventiva, a costo zero. Valida a tutte le età, per i bambini colpiti dall’obesità (computer, vita sedentaria, merendine imbottite di zuccheri) e per le persone anziane.
CAMMINARE PER RISPARMIARE. Il secondo motore che spinge è di natura economica. Abbiamo bisogno di risparmiare, in tempi di grande crisi, e la passeggiata significa tagliare i costi di benzina, parcheggio ed eventuali multe. I margini per ridurre una forma di spreco di massa sono enormi. Nelle città italiane, oltre il 20% degli spostamenti su una distanza inferiore a 1 km e il 40% degli spostamenti su un percorso tra 1 e 2 km, avvengono in auto e in moto. Tanto più che abbiamo luoghi perfetti per passeggiare.
PASSEGGIARE FA BENE ALLA MENTE. La terza e ultima spinta alla riscoperta del camminare è filosofica, nutrimento per il pensiero e il sapere. Passeggiare, infatti, significa anche fare incontri, socializzare, riflettere, liberare la mente. Socrate girava a piedi per le strade di Atene e si fermava a interrogare chiunque lo incuriosisse, Platone addestrava i suoi discepoli sotto i portici dell’Accademia, Epicuro invece preferiva i giardini, e Pascal diceva che «la natura dell’uomo è nel movimento». Il filosofo Duccio Demetrio, professore alla Bicocca di Milano, ha scritto un libro imperdibile, “Filosofia del camminare, esercizi di meditazione mediterranea”, nel quale ricostruisce la storia e i punti di forza di questo banale esercizio fisico.
(Fonte: Il Messaggero)

