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Un 2014 da “favola”

Le fiabe hanno qualcosa di magico: Bruno Bettelheim, grande studioso di psicologia infantile, sostiene che la fiaba accresce la creatività e l’immaginazione del bambino, aiutandolo a sviluppare l’intelletto ed a prendere contatto con le sue emozioni. Le fiabe sono importanti strumenti educativi. Nel percorso di crescita ogni bambino ha bisogno di ricevere un’educazione morale: di sapere quali comportamenti siano giusti e quali riprovevoli. Le fiabe, nella loro struttura semplice e con la trattazione di problemi umani universali, sono adatte a trasmettere degli insegnamenti morali. I tre porcellini, ad esempio, insegnano ai bambini che non bisogna essere pigri: il saggio, che si è dato da fare per costruire la casa di mattoni, dà testimonianza di come l’impegno viene sempre ricompensato. Nella fiaba, infatti, la bontà viene premiata, me mentre la cattiveria generalmente punita (il lupo di Cappuccetto Rosso viene ucciso dal cacciatore).

Bisogna tenere conto che i nostri piccoli non sono ancora capaci di percepire l’ambivalenza: non comprenderebbero storie in cui i protagonisti non sono descritti in modo netto, come totalmente buoni o cattivi. Ascoltando una fiaba il bambino si può identificare in alcuni personaggi, come l’eroe che combatte contro il male, immaginando di sopportare con lui prove e tribolazioni e di sconfiggere il cattivo grazie ai suoi poteri. In questo modo il fanciullo può, con la fantasia, soddisfare il bisogno di sentirsi forte e capace, nonostante le inadeguatezze del suo corpo.

I personaggi e gli eventi delle fiabe personificano i conflitti interiori e suggeriscono il modo di risolverli. Il bambino, con la figura del cattivo, come la matrigna (o la strega), può permettersi di esprimere sentimenti aggressivi, rivolgendoli all’immagine interiore della madre cattiva, separata da quella della mamma buona, senza provare sensi di colpa.

Secondo Bettelheim, la preziosità di molte fiabe consiste nel messaggio che trasmettono: che la vita può essere affrontata con la fiducia di poter superare le sue difficoltà o di accettare un’eventuale sconfitta. Dunque raccontare fiabe non è per niente un’azione banale, anzi chi le narra ha una grossa responsabilità verso il bambino. E’ bene che le fiabe siano scelte con cura, perché non tutte le fiabe sono adatte ad ogni bambino. I racconti che incutono troppa paura, non sono adatti per i bambini piccoli, ma al contrario sono apprezzate dai pre-adolescenti che amano l’avventura e il brivido. Quindi è importante tener conto della fase evolutiva che i nostri figli stanno attraversando e del messaggio che possono accogliere.

I fratelli Grimm osservavano: “le favole vengono raccontate ai bambini affinché, in una luce pura e lieve, i primi pensieri e le prime forze del cuore si sveglino e crescano”

 

Noi, convinti di tutto ciò, abbiamo scelto di dedicare questo anno di gioco ed incontro, alla lettura e animazione, ogni mese, di una fiaba nuova e diversa. Per il mese più freddo dell’anno vi proponiamo “Frozen: il regno dei ghiacci” .

 E per Febbraio?