Il senso del tatto si sviluppa precocemente nell’essere umano quando ancora egli si trova nel ventre materno.
Nell’utero infatti, la principale stimolazione che raggiunge l’embrione è quella dovuta al continuo e lento idromassaggio dell’acqua del liquido amniotico, che non si arresta neanche di notte, quando la mamma, dormendo, con la sua respirazione lenta e ritmica lo culla dolcemente.
Successivamente quando il feto cresce entra in contatto con le pareti dell’utero, un contatto sempre più intenso e ravvicinato fino al momento del parto. Per questo durante la gravidanza è importante che i genitori comunichino con il bambino accarezzando e massaggiando il pancione.
Il contatto è importante anche nell’accompagnare le fasi dello sviluppo emotivo-affettivo del bambino.
Alla nascita il bisogno di sicurezza e protezione del bambino lo porterà a cercare il contatto pelle a pelle con la madre. Questo lo tranquillizzerà e, attraverso una sorta di prolungamento della vita uterina, lo introdurrà nel mondo esterno. Il neonato, fin dalle primissime ore di vita, ama il contatto ed il calore. Adora essere toccato, accarezzato e coccolato dai genitori. E’ importante, quindi, che la mamma e il papà lo prendano in braccio, lo stringano, lo cullino e lo coccolino per farlo sentire al sicuro e amato. Per stimolare il tatto nei neonati i genitori possono sfiorare, massaggiare e palpare la pelle del loro piccolo. Il bagnetto è l’occasione migliore per scoprire nuove sensazioni e per risvegliare il tatto nel neonato.
Con la crescita, il tatto diventa per il bambino anche un importante strumento per conoscere ed esplorare sè stesso e il mondo che lo circonda. A partire dal 4° mese, infatti, il neonato inizia a scoprire se stesso e a toccarsi le mani, i piedi, il viso, etc. Dal 7° mese, invece, il bimbo impara ad afferrare gli oggetti e ad esplorarli. Per questo può essere utile regalare al piccolo degli oggetti adeguati alla sua esplorazione, come giochi specifici o libricini dalle pagine in cartoncino spesso.
Il tatto, quindi, è uno dei sensi più importanti e sviluppati nei neonati. Grazie ad esso il piccolo stabilisce una forte relazione con la madre e il padre, conosce sè stesso e il mondo che lo circonda e comunica con l’esterno in attesa di poterlo fare con nuovi canali di comunicazione come lo sguardo, il sorriso, la parola, i riconoscimenti sociali, i ruoli professionali.
Dunque, possiamo affermare che la stimolazione tattile, per la sua ormai dimostrata funzione vitale, è essenziale per la salute fisica e psichica delle persone di ogni età̀.
La necessità di contatto epidermico resta un bisogno costante anche quando si diventa adulti. Resta il momento emotivamente più̀ carico di ricordi ancestrali e di gratificazioni. E’ sempre il punto di partenza per la nostra individuazione come persone.
Gli Orimaghi fanno parte dell’Associazione Si Può Fare e a Casa Zoe tengono il laboratorio “Il Cartabosco delle Meraviglie”, un percorso per sperimentare le diverse emozioni, come la rabbia, la felicità, la paura, la tristezza, la gelosia,… attraverso la narrazione di storie e il gioco con materiali diversi per stimolare la fantasia e la creatività.

